Di solito ci penso a lungo. In realtà ci rifletto su sin dalla prima volta che accade qualcosa che mi ferisce il cuore. Ci penso durante tempi non sospetti, ma che rivelano il grande incubo che ti farà sanguire l'anima. La prima volta che si assiste a qualcosa che non ci si aspetta, gli occhi cominciano a diventare rossi e si ha un enorme fastidio in stomaco. Pian piano si nota un corposo liquido rosso fuoriuscire dalle orbite e ti rendi conto quanto ci tieni.
La prima volta. Non si scorda mai, fa male, ma viene sempre perdonata. Si torna a casa lasciando una scia color rosso porpora proveniente dalle dita che scaricano a terra le lacrime infuocate che si incalano sugli zigomi.
Chiusa la porta, con lunghi segni in volto si rimane a guardare il soffitto e ripetersi che è solo stato un piccolo errore, che nessuno è perfetto e che non bisogna prendersela tanto per una persona che non si conosce abbastanza. Non bisogna pretendere da una persona che non si conosce a sufficienza. Attimo dopo attimo, pensiero dopo pensiero, si finisce tra le braccia di Morfeo e ci si rende conto solo la mattina dopo quanto il sonno sia potente e sia riuscito a lavare dalla testa tutti i brutti pensieri e dal volto le lacrime insaguinate.
Ci si guarda allo specchio e si vede un uomo solo, che nasconde i problemi dietro di se. La pancia duole e la schiena comincia a riempirsi di rancore.
Non ancora colmi, però ci si ostina ad andare avanti.
E da quel momento la vita scorre, come se nulla fosse accaduto. Giorno dopo giorno, risate dopo risate, amarezze giustificate e comportamenti convulsi resi incomprensibili perché si è scelto di non voler ascoltare il mondo reale che chiama il tuo nome imponendoti di svegliarti.
Esistono sognatori e sognatori. I grandi eroi del nostro tempo che hanno sognato rimanendo sempre svegli e che alla fine sono riusciti a raggiungere grandi traguardi per tutta l'umanità e sognatori perennemente dormienti. Uomini e donne incapaci di toccare la terra sotto i propri piedi, di udire il suono del mare e di odorare il profumo dei fiori primaverili.
Quando l'eroe trasforma il sogno in realtà, la mattina apre un robusto portone, anziché un piccola porticina.
Quando un ingenuo si rende conto che il suo sogno è tale, capisce che non conoscerà mai abbastanza la sua amata. Amore che subito dopo diventa un enorme incubo dagli occhi rosso vivo. Una bellezza mostruosa, che con la sua abominevole grandezza ti travolge.
Io sono incapace di rimanere a guardare la bestia divormarmi e la schiena da un impulso che fa serrare le mascelle. Le vertebre ricche di odio si stirano e il liquido del sentimento arriva fino al collo. Un fortissimo senso di rabbia irrigidisce la spina dorsale, che trova la sua prova fisica nella rotazione del collo. E mentre le spalle si abbassano lasciando alla testa la possibilità di far colare dalle orecchie tutto l'odio in eccesso, gli occhi si sgranano e le mani si stringono in pugni che fanno risaltare le vene degli avambracci.
Digrignano i denti e un filo di aria fa tuonare il cielo : "Non ti voglio più vedere".
La schiena si spacca in due facendo fuoriuscire tutto il rancore, l'odio, la rabbia. Gli occhi rossi e gli zigomi arrossati scoppiano di salute, di sangue zampillante che non ha più nessuna intenzione di uscire fuori.
L'anima sanguina all'interno del tuo corpo, ma non importa. La tua apparenza è forte e mentre tutto questo movimento scatena il cervello che si complimenta per la scelta, la belva diventa minuscola. Può sembrare forte o triste, ma il suo atteggiamento non ha nessuna importanza. Lei non ha più nessun valore e tutti gli specchi inquadrano le tue lunghe, appuntite e crudeli ali nere.
La tua croce e il tuo orgoglio, il motivo per cui hai sacrificato una vita.
domenica 10 aprile 2011
Il sonno della ragione genera mostri
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1 commenti:
Awesome.
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