martedì 4 gennaio 2011

Repubblica Football Club

Ho inviato la prima lettera alla redazione di Topolino. Ero un pò scettico. Dicevo tra me e me che non avrei ricevuto alcuna risposta e anche i miei genitori erano abbastanza titubanti anche se assecondavano la mia voglia di far sentire la mia voce.
Ed effettivamente non ricevetti nessuna risposta. O almeno così credevo. I primi giorni speravo trovare una lettera in quella fessurina che a volte troppo piena di lettere non rifletteva più la luce proveniente dall'esterno.
Dopo un mese avevo già dimenticato la faccenda. Alla fine non era nulla di importante e non mi aspettavo certo che una domanda neanche troppo interessante come la mia potesse destare l'attenzione di qualcuno.
Inaspettatamente, però, dopo parecchi mesi ricevetti una lettera con un logo inequivocabile, quello di Topolino. Mi avevano risposto, ero felice. Qualcuno mi considerava e mi avevano anche allegato la tessera da socio della rivista. Ero veramente entusiasta alla notizia che una grande azienda aveva dato retta a un bambino come me.
E allora ci presi gusto. Ricontattai, dopo svariati giorni la redazione di Topolino, ma anche fan club e altre riviste di altri temi.
Incredibilmente circa il 90% mi diedero delle risposte e alcuni persino pubblicarono le mie domande sui loro mensili.
L'allegria era veramente tanta.
Pian piano però le domande si esaurivano e anche così la mia voglia di mandare loro opinioni e idee.
A distanza di una decina di anni mi sono ritrovato a riscrivere lettere di cui non ho ricevuto risposta, anche se ero certo che questo sarebbe accaduto.
Quello che oggi però mi da fastidio non è l'incapacità di farmi contattare da una ragazza. Col tempo questi sono diventati problemi superflui. Adesso la mia attenzione va su quello che vedo come una grande sporca azienda : la politica.
Mi sforzo di scrivere lettere al mio partito di riferimento, senza ottenere alcuna risposta nonostante il mio impegno nel cercare di aprire discussioni interessanti.
Da qualche tempo a questa parte ho cercato di dare opinioni sensate e democratiche su Facebook e sulle pagine web dei quotidiani italiani più famosi e ho quasi sempre ricevuto risposta da cittadini come me.
Alla fine chi è interessato risponde a discussioni che trova prioritarie e chi non lo fa o è spaventato dall'argomento o non ha nessun interesse nel voler riaprire una discussione con me.
Perché? Cosa ci guadagna un partito a non rispondere per più volte a un suo elettore?
Assolutamente nulla, ma nonostante questo chi voto ha deciso di chiedere la mia opinione soltanto quando ha bisogno del mio voto.
E' forse questa democrazia ?
Ognuno ha il diritto di rispondere a chi vuole, ma penso che questo discorso possa avere un senso se la persona a cui mi riferisco è un cittadino comune o la ragazza che citavo prima, ma può un partito che dipende da me, dalle mie decisioni, non farlo ?
Dall'azione sono passato alla riflessione. La risposta è semplice. Si è semplicemente capovolta l'idea di democrazia.
Un partito, in una democrazia sana, rivendica le idee del suo elettorato e modifica il proprio pensiero in base alle critiche che provengono dal basso.
In questo schifo di Repubblica, invece, il partito decide in quale fazione schierarsi ( destra, sinistra) e rivendica idee astratte usando il linguaggio più falso che può per accaparrarsi i voti del tifoso di destra o di sinistra.
Mi rifiuto di chiamare gli italiani elettori o votanti. Quando si va alle urne, nei loro occhi, si gioca una stupida partita di calcio e se le fazioni per loro sono dei team allora per me loro sono dei grezzi ultras privi di distinguere la democrazia dalla tifoseria.
E' anche inutile stare a criticare il berlusconismo e i suoi tifosi. Quello che mi fa veramente indignare è sapere che dall'altro lato ci sono persone disinformate capaci di andare contro il buon senso, la propria morale e quella comune pur di affossare l'avversario.
Quelle stesse persone che urlano lo scandalo calciopoli, ucciderebbero il leader politico avversario e taglierebbero il membro a uno stupratore pur di cominciare una lotta al nemico che non è mai finita.
Questo Paese è malato. Dall'alto è venuta la malattia e come una valanga ha travolto tutte le persone che non sanno cosa dicono, cosa fanno e presi da un fervore degno dei mitologici Berserker sparano cazzate.
Il popolo italiano è un tuttologo di cazzate e ipocrisia. Persone che votano contro la pena di morte sono disposte alla violenza pur di far valere le proprie ragioni. Gente che urla al ladro indicando Berlusconi accetterebbe di vendere per 50 fottutitssimi euro il proprio voto perché, in quella circostanza, " Sono tutti uguali! " .
E allora io mi incazzo, perché se nel centrodestra gli elettori o sono in malafede o non hanno idea di cosa l'Italia sia, allora dall'altro lato c'è un gruppo di pensatori e non che a causa della mistica visione del nemico è costretto a mettersi uno affianco all'altro. A spingersi perché le loro idee sono spesso diverse. A sputarsi perché ci si rende conto di essere accerchiati da persone che non hanno vere idee, ma solo mero tifo.
Me ne fotto della destra, me ne fotto della sinistra.
Pretendo rispetto da chi mi sta a destra, da chi mi sta a sinistra e da chi mi sta sopra.
Ho una mente e voglio la possibilità di esprimere una mia opinione, di ricevere una risposta non demagogica dall'alto e di poter ritrovare la mia allegria nella società discutendo democraticamente senza sprofondare, ogni volta, nella cazzata.
Non sono un tifoso, sono un elettore!

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